“L’unico obiettivo centrato dai lavori è stato l’accrescimento di un malcontento generalizzato – il commento di Gianni Cenni – questo succede quando si ignora il territorio, quando non si ascolta, quando non si attiva il confronto. Chi vive la frazione, che si tratti di residenti o di commercianti, ha quella conoscenza dei problemi e dei disagi necessaria a mettere in cantiere soluzioni. Ho annotato tutto ciò che mi è stato riferito e fatto notare durante la passeggiata tra marciapiedi sconnessi, transenne abbandonate, segnaletica inesistente, barriere architettoniche e aiuole di acqua e fango: torno da Narnali con una lunga lista di magagne. Inutile sventolare oltre un milione di euro di lavori se, anziché migliorare decoro, sicurezza e vivibilità, si crea insoddisfazione e scontento tra i cittadini. E aggiungo: quando il denaro viene speso così, non si invia un segnale di attenzione e rispetto per le risorse pubbliche. Un segnale che nessuna amministrazione può permettersi”.
La partecipazione troverà spazio nel programma elettorale di Gianni Cenni: “Partecipazione intesa come filo diretto, scambio e dialogo con i territori e, dunque, con i cittadini. Il modello che ho in testa è fatto anche di formazione per fare in modo che i percorsi di partecipazione siano qualificati e perciò produttivi per chi le proposte le presenta e per chi le proposte le riceve”.